ott 28

Non riesco a ricordare la password per accedere al mio account su quel sito… fortuna che di solito salvo le password da qualche parte così me le ricordo.. già, ma dove? Ah è vero, nella cassetta stereo dei beatles, se non sbaglio era sullo scaffale di sopra alla libreria vicino a quelle dei Doors.. la inserisco nello stereo dal lato A e faccio partire i brani dei beatles.. Dopo il brano yesterday lo stereo inizia ad emettere strani suoni (saranno le mie password) .. ci siamo!! Tolgo la cassetta dallo stereo e la inserico nel lettore di nastri del computer collegato alla TV, digito LOAD, premo ENTER. Fatto ciò mi chiede “PRESS PLAY ON TAPE”. Finito di leggere il nastro, digito LIST seguito nuovamente da ENTER… ecco la lista delle password sullo schermo della TV… eheh chi mai le avrebbe trovate nella musicassetta dei Beatles dato che sono 15 anni ormai che si usano CD? Figuratevi le cassette audio come dati…

Queste erano una delle grandi cose che si possono fare con una storica macchina che tutti credono una semplice console da giochi.. Già vi parlo del Commodore 64, la macchina che ha stimolato la fantasia, la passione e la curiosità di molti ragazzini, tra cui ingegneri e ricercatori oltre che hackers e programmatori… Con soli 64 kb di ram, 20 di rom si poteva fare di tutto. Come unità per il salvataggio dei nastri vi era il datassette per il salvataggio su cassette, il floppy drive per dischi  5 pollici circa e, per i più ricchi l’hard disk esterno da collegare alla porta d’espansione…

Il processore era una versione ridotta del 6502, lo stesso processore utilizzato nella Nintendo NES, altra storica console da gioco.. Oltre che a costringere l’utente a saperlo usare (nel senso di conoscere VERAMENTE come funziona la macchina e non le interfaccine di oggi), il suo successo era la qualità della macchina, non è un caso infatti, che ancora ce l’ho intero, mentre del mio pentium 3 di dieci anni fa non c’è traccia… Pazzesco una macchina degli anni ’80 è ancora integra, mentre un PC del 2000 a pezzi… E’ risaputo che oggi si lavora sulla quantità e non sulla qualità, quindi non c’è da sorprendersi se il nostro notebook ci lascia tra qualche anno.

Aveva solo 16 colori, ma come dicono gli Articolo 31 nella loro canzone, l’immaginazione era superiore alla migliore risoluzione di oggi…  ricordiamo allora il nostro eroe digitale!!

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