set 30

Come in un videogioco, qualche anno fa, arrivai al punto in cui venni colpito e mi ritrovai la schermata: “Game Over. Continue? 9…8….7…” ed iniziò il conto alla rovescia.. Beh decisi di inserire il gettone, di premere start e ripartire dal punto in cui mi ero fermato.. Tristemente non è stato così per un mio amico che, dopo anni di felice vita universitaria a Firenze è stato colpito (ma non affondato): ha deciso, comunque, di ripartire da zero allo stesso gioco ma in un altro posto.

E’ un amico di quelli che ne vedi pochi in giro [tra i miei amici che ho a Firenze  è stato finora il migliore], soprattutto nelle università,  unico in tante cose (a volte insopportabile per altre, ma pur sempre un amico).  Negli ambienti di uno studente se ne conoscono tante di persone, ma poche son veramente come le vedi. Lui, kiuz è uno di quelli che non definirei un personaggio alla “Uno Nessuno Centomila” che fanno diecimila facce di simpatia ma non ne hanno nessuna.

Chi le dimentica le serate passate a casa sua, a combinarne di tutti i colori, dal mettersi a (far finta di) risolvere l’esercizio di Analisi al far esplodere un PC intero facendo saltare la luce in mezzo studentato e poi metterci a ridere al buio come deficenti: erano i primi esperimenti del nostro jukebox iSmash su un pc trovato al cassonetto della spazzatura, peccato che andò in fumo quel case.. Sembravamo (ma non lo eravamo) Steve Wozniak e Steve Jobs nel garage della nonna presi a costruire l’Apple I.. solo che  finivamo per costruire festini di vario tipo in mezzo a tastiere rotte, terminali unix, con cavi ethernet, schede di rete, circuiti e cursori che lampeggiavano sullo schemo accanto alle bottiglie di birra vuote… ovviamente i  festini erano come il software libero (Beerware): Free Access with Sharing (beer)…

Bei tempi quando la Domenica mattina lo buttavo giù dal letto gridando “Domenicooooooo… svegliaaaaa!!!!” e lui si alzava incazzato e gridando “Ma porca p*****a!!! Anche la domenica devi rompere!!!!” Per non parlare delle volte che mi tirava su nei momenti tristi quando (quasi) nessun altro ci riusciva: bastava andarlo a trovare a casa (spesso dormiva tra le lattine di birra vuote) e sentire un sua cazzata per riprendere a sorridere..

Per ora di lui ora mi rimangono una sequenza di byte noto come indirizzo email, spero che un giorno passeremo qualche serata insieme.

E’ giusto che ognuno segue la sua strada, piena di bivi, amici che vanno e vengono e, ovviamente, piena di ostacoli da superare.. Cercherò di venirti a trovare presto anche qualche fine settimana, combinandone un’altra delle nostre, lasciando al buio, stavolta, un intera città… :-)

set 30

Tempo fa mi è arrivata una mail piuttosto simpatica, così ho deciso di pubblicarla… Questo brano è stato preso dal libro LA VIA LATTEA di PIERGIORGIO ODIFREDDI e SERGIO VANZINA

Il dottissimo teologo si chiedeva come potesse essere conciliabile l’esitenza di Berlusconi con l’esistenza di Dio. Poiché Berlusconi ha fondato il suo impero finanziario su operazioni non sempre ineccepibili, seduce il popolo raccontando bugie, o almeno facendo promesse contraddittorie  che si autoeliminano (diminuire le tasse e aumentare le pensioni), e nel contempo viene premiato con la ricchezza e col successo delle sue idee politiche, ciò dimostra che il male viene premiato. Perché Dio permette Berlusconi?
Se lo permettesse perché non può evitarlo, allora Dio sarebbe meno potente di Berlusconi (soluzione che Berlusconi non ha mai escluso); se lo permette per mostrare che alla fine il male verrà sconfitto, allora Dio dovrebbe votare per Rutelli (il che è escluso dal cardinal Ruini); se Dio permette Berlusconi per mettere alla prova la libertà di scelta degli elettori, per poter poi premiare in un altra vita chi non avesse votato per lui, allora Dio, per premiare in paradiso Pecoraro Scanio, Boselli e Ombretta Carulli Fumagalli condannerebbe la maggior parte degli italiani all’infelicità su questa terra. Essendo ciò inconciliabile con la bontà divina, allora o non esiste Berlusconi o non esiste Dio. Ma Berlusconi esiste (purtroppo ndr).
Ergo Deus non est.